[…] Uscito di Roma me ne andai alla volta di Tagliacozzo, pensando trovarvi Ascanio allevato mio sopradetto; e giunto in Tagliacozzo trovai Ascanio detto, insieme con suo padre e fratelli e sorelle e matrigna. Da loro per due giorni fui carezzato, che impossibile saria il dirlo; partiimi per alla volta di Roma, e meco ne menai Ascanio. […]
Benvenuto Cellini, La vita [1558-1566]
Ascanio Mari è il “festeggiato”: è lui il protagonista della messinscena.
Il festival è dedicato a lui perché nacque a Tagliacozzo ed era un orafo della scuola di Benvenuto Cellini (in realtà da alcune pagine della Vita si capisce che forse tra i due il sentimento d’amicizia travalicò i consueti confini).
Ascanio di Giovanni Mari (Tagliacozzo, 1524 – ) è stato (?) un orafo italiano.
Giovanissimo venne preso a bottega da Benvenuto Cellini a Roma. Nonostante alcuni screzi con il maestro, riportati puntualmente nella Vita, gli restò sempre fedele e Cellini lo porò con sé in Francia alla corte di Francesco I. A lui lasciò il Petit Nestle, castello nel centro di Parigi concesso al Cellini da re, dopo la sua partenza per Firenze. Ascanio restò così a Parigi, servendo anche Enrico II. Sposò Costanza, figlia dello scultore Girolamo della Robbia, che per un certo tempo fu alloggiato al Petit Nestle.
Dumas padre si ispirò a lui per il personaggio di Fernando ner romanzo di cappa e spada intitolato appunto Ascanio.
