… il ditto Ascanio mi fece riverenzia, e il suo maestro quasi che mi derise …

Su Ascanio Mari dalla Vita di Benvenuto Cellini

Quarta Parte

L’altra mattina seguente io vidi Ascanio, che lavorava certe pappolate di filo accanto al ditto maestro. Passando io, il ditto Ascanio mi fece riverenzia, e il suo maestro quasi che mi derise. Mandommi a dire per quel gentiluomo don Diego che, se a me pareva, che io rimandassi a Ascanio e’ panni che io gli avevo donati; quando che no, non se ne curava, e che a Ascanio non mancheria panni. A queste parole io mi volsi a don Diego e dissi: «Signor don Diego, in tutte le cose vostre io non viddi mai né il piú liberale né il piú dabbene di voi; ma cotesto Francesco è tutto il contrario di quel che voi siete, perché gli è un disonorato marrano. Ditegli cosí da mia parte, che se innanzi che suoni vespro lui medesimo non m’ha rimenato Ascanio qui alla bottega mia, io l’ammazzerò a ogni modo; e dite a Ascanio, che se lui non si leva di quivi in quell’ora consacrata al suo maestro, che io farò a lui poco manco». A queste parole quel signor don Diego non mi rispose niente, anzi andò e messe in opera cotanto spavento al ditto Francesco, che lui non sapeva che farsi.

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